Cos'è il Calcio?
Che cos'è il calcio? Uno sport certo, ma forse molto, ma molto di più. Oggi sicuramente è un qualcosa di molto diverso rispetto a qualche anno fa. Oggi la passione ha lasciato sempre più spazio al business, agli interessi economici, con televisioni, media e compagnia cantante che prepotentemente hanno fatto irruzione all'interno di un mondo che, nel corso degli anni, ha visto stravolta, cambiata, deturpata la sua vera natura.
E' sempre stato considerato lo sport più bello del mondo, ma oggi, forse proprio a causa di questi prepotenti stravolgimenti, non lo è più. Troppe sono infatti le variabili esterne che ruotano intorno al mondo del pallone. Variabili che, come detto, lo hanno snaturato, facendogli predere credibilità e, di conseguenza, fascino. Un fascino che fino a qualche tempo fa (parecchio, mi verrebbe da dire) appariva puro, vero, immutabile. Gli eccessivi interessi economici hanno portato quello che un tempo era il Calcio, a diventare calcio...inteso come "business". Certo gli appasionati lo percepiscono, lo sanno, sanno che quello che hanno di fronte è un qualcosa di diverso rispetto a prima, ma nonostante tutto continuano a credere, o a voler credere, che sia ancora tutto come prima, spinti da una passione sana (quella sì) che non ti permette di stare lontano da quel pallone.
E come il calcio in generale, sono cambiati anche i suoi interpreti. Signori in tutto e per tutto hanno via via fatto spazio a personaggi più simili ad attori che a sportivi, più interessati all'apparire che all'essere. Stendiamo poi un velo pietoso su coloro che poi ricoprono ruoli istituzionali (non solo in Italia sia chiaro!), con il compito di rappresentare le rispettive nazioni all'estero...distinguendosi poi più per gaffe o scandali, piuttosto che per idee costruttive. Ad oggi gli esempi da seguire non sono più i Maldini, gli Scirea, gli Antognoni,...ma i Balotelli (con creste, twitt, scandali e bravate annesse), i Cassano, i Suarez, i Neymar,...e qui mi fermo per non farmi troppo maie. Sono sparite (o quasi) le così dette "bandiere" (se ne volete vedere una guardate qualche foto di repertorio...), perchè oggi di bandiere sembra esserne rimasta una sola, alla quale tutti giurano eterno amore...rappresentata da una grande "S" con due linee verticali a "tagliarla" (poi il logo è opinabile e cambia di paese in paese, ma il concetto è quello).
Tornando al concetto di calcio divenuto più un business che uno sport, per ritrovare i suoi veri valori occorre stravolgere la logica attuale. E così, paradossalmente, viene vuori che il vero Calcio lo si possa trovare (o ritrovare) su un campetto di periferia (magari fangoso e pattuto dalla pioggia), piuttosto che in uno stadio ultramoderno; succede che dia più emozioni la partita tra amici di metà settimana, o la finale del campionato amatoriale, piuttosto che quella di Champions. Perchè, se analizziamo bene il contesto, nel primo caso troveremo la passione, il divertimento, il sano agonismo; nel secondo gli interessi, le televisioni, i soldi e i media...E il Calcio non appartiere certo a quest'ultimo...